
venerdì 7 gennaio 2011

Pubblicato da Sergio Montis alle 18:25 0 commenti
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sabato 12 dicembre 2009
CAMINITO
Caminito que el tiempo ha borrado
que juntos un dia nos viste pasar
he venido por ultima vez,
he venido a contarte mi mal
*
Caminito que entonces estabas
bordeado de trebol y juncos en flor
una sombra ya pronto seràs,
una sombra lo mismo que yo.
*
Desde que se fue
triste vivo yo
caminito amigo
yo tambien me voy
*
Desde que se fue
nunca màs volviò
seguirè sus pasos
caminito adios
*
Caminito que todas la tardes
feliz recorria cantando de amor
no le digas, si i vuelve a pasar
que mi llanto tu suelo regò
*
Caminito cubierto de cardos
la mano del tiempo tu huella borrò
y a tu lado quisiera caer
yo que el tiempo nos mate a los dos
Tango anno : 1926
Musica: Juan de Dios Filiberto
Letra : Gabino Coria Penaloza
Pubblicato da Sergio Montis alle 19:45 0 commenti
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domenica 6 dicembre 2009
L'UOMO CONDUCE LA DONNA SEDUCE
Si dice spesso che nel tango l'uomo conduce e la donna seduce; questo detto si riflette anche negli abiti delle coppie di tangueros. A più di un secolo dalle origini, il look degli uomini si ispira ancora alla pittoresca figura el compadrito personaggio dei bassifondi un pò spaccone, un pò ruffiano, dalla camminata ancheggiante, ostacolata dagli abiti attillati e dalle scarpe con punta affusolata.
In effetti gli abiti per i ballerini propongono le linee aderenti di quegli anni, i completi sono preferibilmente gessati, ma può bastare una sempice camicia con o senza gilet, e magari un foulard o una sciarpa di seta al collo. Meglio sarebbe, tuttavia, indossare una cravatta, le bretelle sono tutt'oggi un accessorio popolare dei ballerini di tango in Argentina o possono anche essere lasciate a vista sulla camicia. senza gilet nè giacca. E, infine, brillantina sui capelli !!
Assolutamente da evitare è la rosa in bocca, che oltre ad essere di dubbio gusto, riduce il ballo a una brutta caricatura del vero tango. A riprova del fatto che la seduzione femminile giocava un ruolo importante nel tango, se non altro a livello coreografico, le ballerine indossavano, e indossano ancora, calze a rete con cucitura dietro, gonne con lo spacco, indispensabili per eseguire in libertà figure particolari come ganchos e voleos, abiti stretti in vita e piuttosto scollati, perline e persino paillettes.
A completare il look, un pò di trucco e, immancabile, un rossetto. I capelli sono laccati e a volte acconciati con una veletta sugli occhi, pettinatura facile da imitare anche oggi, bastano un pò di tulle nero e qualch forcina. Un cenno a parte meritano le scarpe, che i tangueros venerano e si portano appresso in sacchetti gelosamente custoditi. La suola è sempre in crosta di bufalo scamosciata, che permette una buona aderenza al pavimento senza "incollarsi" alla pista. Per l'uomo possono essere di normale pelle, di vernice o scamosciate, oppure, non plus ultra, bicolori nere e bianche, preferibilmente col tacchetto alto dai due ai quattro centimetri.
Per la donna esiste una varietà incredibile di modelli,anche con lustrini e brillantini, e sempre con il tacco alto, per favorire una corretta inclinazione verso l'uomo, e stretto, il più seducente in assoluto
Pubblicato da Sergio Montis alle 17:45 0 commenti
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sabato 5 dicembre 2009
LA CUMPARSITA E LA SUA STORIA

Un'infinita guerra tra autori, ha caratterizzato la storia della Cumparsita, fatta di processi e controprocessi, per rivendicare la paternità di questo brano, il più ascoltato ed il più ballato in tutta la storia del tango. Due testi diversi, per la stessa musica, scritti da autori diversi accompagnano ancora oggi, l'intramontabile tango, che a più di novant'anni dalla sua composizione, emoziona più che mai il milioni di appassionati in tutto il mondo.
*
Testo scritto da Gerard Hernan Mato Rodriguez
La cumparsa de miserias sin fin, desfila en torno
de aquel ser enfermo, que pronto ha de morir de pena.
Por eso es que en su lecho, solloza acongojando, recordando
el pasado que lo hace padecer.
*
Abandonò su viejita, que quedò desamparada
y loco de pasion, ciego de amor, corriò tras de su amada,
que era linda, era hechicera, de lujuria era un flor,
que burlò su querer hasta que se cansò
y por otro lo dejò.
*
Largo tiempo despuès, cayò al hocar materno, para poder
curare su enfermo y herido corazòn, y supo que su viejta santa
la que el habi dejado de frio muriò.
*
Hoy ya solo abandonado a lo triste de su suerte,
ansioso espera la muerte, que bien pronto ha de llegar.
Y entre la triste triste frialadad que lenta invade el corazòn
sintiò su cruda sensaciòn de su maldad.
Entre sombras, se le oye respirar sufriente.
al que antes de morir sonriè,
porque una dulce paz le llega.
Sintiò que desde el cielo, la madrecita buena,
mitigando sus penas e sus culpas
perdonò.
*
Testo di Enrique Maroni e Pascual Contursi,con il titolo "Si supieras" inciso nel 1924 da Carlos Gardel per la casa discografica Odeon, accompagnato dalle chitarre di Ricardo e Barbieri.
Si supieras que aùn dentro de mi alma conservo
aquel carino que tuve para ti
Quièn sabe, si supieras que nunca te he
olvidado, volviendo a tu pasado de acorderàas
de mi.
Los amigos ya non vienen ni siquiera a visitarme,
nadie quiere consolarme en mi afficcion.
Desde el dia que te fuiste siento angustias en mi pecho.
Decì per canta, que has hecho de mi pobre
corazòn.
Sin embargo yo siempre te recuerdo con el carino
santo que tuve para ti,
Ya estàs dentro de mi alma, pezado de mi vida, en
la illusion querida que nunca olvidarè.
Al cotorroabandonado ya ni el sol de la
manana asoma por la ventana, como cuando estabas
vos
Y aquel perrito companero que por tu ausencia
non comia al verme solo, el otro dia tambien me
dejò.
ALCUNI CENNI SULLA STORIA DELLA "CUMPARSITA"
Il brano più significativo nella storia del tango. Gerardo Hernan Mato Rodriguez, denominato Becho, nel 1916, ancora studente, compose questo brano nel famoso caffè "La Giralda" di Montevideo in Uruguay. In origine, si trattava di una piccola marcia dedicata al circolo studentesco di cui era socio, denominato "La comparsadi Montevideo", intitolandola "La comparsita", trasformata sucessivamente il "Cumparsita".
Lo spartito fu sottoposto, da alcuni amici di Mato a Roberto Firpo, che si esibiva in quel locale. Inizialmente, Firpo non diede la giusta importanza a quel brano, ma promise che l'avrebbe suonato il venerdì, durante l'esibizione. Nessuno avrebbe mai immaginato che la Cumparsita, (ed il suo giovane autore) sarebbe diventata, in seguito, la canzone più cantata e famosa nel mondo.
Questa marcia, fu trasformata in un brano di tango da Carlos Warren in collaborazione con Firpo, che vi aggiunse una parte del suo tango strumentale "La gaucha Manuela", prima di esibirla al cafè La Giralda per la prima volta, con il titolo "La Cumparsita", ottenendo una discreta notorietà iniziale.
Il giovane Matos, in quello stesso anno, diciasettenne, dai modi molto educati , ma un pò troppo ingenuo, vendette il suo spartito alla "Breyer, l'errore più grave della sua vita, poichè senza la sua autroizzazione, Enrique Maroni e Pascual Contursi, scrissero per questa musica un testo intitolato " Si supieras" (Se tu sapessi), poi inciso nel 1924 da Carlos Gardel per la casa discografica Odeon, accompagnato dalle chitarre di Ricardo e Barbieri.
Da qui in avanti, fu sucesso per la Cumparsita, il tango più inciso ed ascoltato di tutti i tempi, diventando in tutto il mondo sinonimo di ballo. Gerardo Matos Rodriguez, protestò vivacemente, tanto che nessun altro tango diede mai origine a così numerosi processi e controprocessi. Matos scrisse altri versi per lo stesso brano, che cominciano con la Comparsa (gruppo d persone mascherate, che sfilano e ballano nelle manifestazioni carnevalesche), Girò a lungo tutto il paese ed anche all'estero, per rivendicare la paternità del più famoso tango nel mondo.
Intentò causa alla "Brayer" che nel frattempo aveva venduto lo spartito alla "Ricordi", trovando un accordo con questa casa discografica, che accettò di pagarle i diritti d'autore. Nel 1926 vi fu in secondo processo, nei confronti di Maroni e Contursi, che avevano aggiunto parole senza l'autorizzazione di Matos, che vinse la causa. L'azione legale contro Maroni e Contursi, si concluse nel 1948. A Matos furono riconosciuti l'80% dei diritti d'autore, mentre a Maroni e Contursi il restante 20%. Vi fu anche un terzo processo, questa volta contro Carlos Gardel, ed un'altro ancora contro Maroni e Contursi che pretendevano i dirittti d'autore per i versi.
La lunga sequela di liti, ebbe finalmente fine grazie all'arbitraggio del grande Francisco Canaro, legendario compositore di tanghi che ,in qualità i presidente della SADAIC ( Società Argentina di Autori e Compositori) fu chiamato dalle parti a risolvere questa interminabile controversia. Furono riconosciuti i diritti d'autore alle vedove di Maroni e Contursi, mentre Gardel fu condannato al pagamento di cinquemila pesos.
Dopo i successi di Montevideo e Buenos Aires, la Cumparsita ebbe un'infinità di versioni, con innumerevoli arrangiamenti, miglioramenti ed altretanti cambiamenti stilistici. Oggi, c'è ancora chi possiede una collezione di più di centocinquanta diverse versioni di questo brano e la SADAIC, assicura che è quello che ha raccolto più diritti d'autore nella storia del tango.
Le informazioni relative a questo post, sono state attinte da varie fonti web, e da me personalmente rielaborate, così come eventuali traduzioni dalla lingua spagnola.
Pubblicato da Sergio Montis alle 19:29 0 commenti
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LE PRIME REGISTRAZIONI
Agli inizi degli anni venti, negli Stati Uniti, presero vita le prime rudimentali tecniche di " Registrazione Elettrica". chiamate così per l'uso di microfoni e amplificatori, utilizzati per processare e registrare il suono. Intorno alla metà del 1925, l'innovazione ormai apprezzata, per il suo sfruttamento, fece nascere un grosso problema, non di natura tecnica, ma bensì di natura commerciale. Cosa fare del grosso stockaggio mondiale , di dischi registrati con il vecchio sistema "Acustico", ancora invenduto ? Era chiaro che, la qualità sonora di questa nuova tecnologia, appariva decisamente migliore e tutto lasciava credere che il pubblico, si riversasse massiciamente al nuovo procedimento, lasciando invenduti i vecchi dischi acustici.Pubblicato da Sergio Montis alle 19:18 0 commenti
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mercoledì 2 dicembre 2009
ANIMA MILONGHERA
* Hai l'anima milonghera, se sei una persona che balla tango, e abitualmente frequenti le milonghe.
* Hai l'anima milonghera se ti muovi, lungo la pista in senso antiorario.
* Se hai un incredibile orecchio musicale e senso del ritmo.
* Se conosci ogni orchestra e i suoi cantanti, e a volte sussurri dolcemente il testo, all'orecchio della tua ballerina.
* Hai l'anima milonghera, se con poche figure, riesci a suscitare un forte scambio emozionale e di piacere, riuscendo a trasformarlo in estasi, quando la donna può chiudere gli occhi, in un abbandono totale.
* Se sei delicato nella marca ed usi sapientemente tutto il corpo.
* Se ti prendi cura della donna, evitando che venga colpita dalle altre coppie.
* Hai l'anima milonghera se balli esclusivamente per te e per la tua partner, e non per il pubblico che guarda.
* Se rispetti le altre coppie, evitando le figure pericolose come ganchos, boleos ecc....
* Hai l'anima milonghera se balli il ritmo, e le sue variazioni, le pause e stai in armonia con la musica, la tua partner e le altre coppie.
* Sei un autentico milonghero se sai davvero divertirti !!!!!!!
Pubblicato da Sergio Montis alle 17:03 0 commenti
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