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venerdì 7 gennaio 2011

INNAMORA - TANGO
PER UNA PSICOLOGIA DEL TRANSFER TANGUERO
LA MACCHINA INFERNALE DEL DESIDERIO
*
(Parte Prima)


Ed eccoci finalmente davanti all'emozionante vagabondaggio di una fantasia ben decisa a rifiutare la frustrazione quotidiana dell'homo sapiens.
Il transfert amoroso nel tamgo. Processo psichico per cui il paziente( tanguero/a emergente) trasferisce sul suo terapeuta (tanguero/a navigato/a) atteggiamenti affettivi prima rivolti verso altre persone. La sfortuna è che normalmente è un amnore non corrisposto. L'uomo, come scriveva Jung è essenzialmente un sistema innato di" preferenze e rifiuti " e il cuore "macchina che predilige e disprezza, è il supporto della nostra personalità". Ma anche della nostra sfiga.
L'amore in pista da ballo è una creatura indomita che nasce gradualmente ma inesorabilmente tra un " contado" e un tango nuevo. Ci innamoriamo inconsapevolmente incrociando i piedi sul parquet. Tra un gancho ed un sandwich. E magari non avevamo nemmeno fame.
Non ci invaghiamo di uno/a particolarmente bello/a, colto/a, magari ricco/a. No. Ci innamoriamo di chi ci fa ballare bene il tango. Di chi ci fa vivere quell'ista,nza., quella precisa emozione sottesa tra petto e ventre che trasforma tutto in romantica magia d'appartenenza, d'abbraccio, di condivisione. Tra una stilla di sudore ed una lacrima di commozione, in una sorta di rituale pari alle nozze mistiche. Come se si fosse coinvolti febbrilmente in una danza tribale di unificazione totale. Tutto per colpa di questo benedetto tango. E prima di essercene resi conto siamo già fusi come sole e luna, musicalmente e ritmicamente, con la nostra lei, con il nostro lui preferito. Agganciati a colui o a colei c he ci fa godere forsennatamente sulle composizioni di Di Sarli, Pugliese, Piazzolla. In preda ad un'emozione sconquassante che ci aggroviglia lo stomaco come ragazzini adolescenti. E magari tentiamo pure di darci un contegno, di non far trapelare il nostro bisogno spasmodico di ritrovare quel corpo, quel ritmo. quel tango. Ma continuaiamo a cercarlo. A tornarci. A sperare che ci sia. In un'elegante sala liberty, su un ciottolato metropolitano, in un palazzetto dello sport, dentro un capannone. A casa di amici compiacenti e ignavi. E godiamo, sublimiamo, fantastizziamo un ipotetico futuro che ci fa volare oltre la nebbia scombinata della cortina milonguera. Tra due sguardi che non si toccano, ma che si sentono. Nel desiderio assoluto del tango.
Il nostro oroscopo quotidiano ce lo aveva detto, ma noi non gli avevamo creduto ; Marte, il pianeta dei desideri, quello che guida il nostro istinto, il nostro spirito di conquista, l'espressione della nostra sessualità, è venuto a trovarci insieme a Venere. E ora siamo fregati. Cena frugale, doccia lampo dopo una giornata da dimenticare, gargarismi col colluttorio e scarpe da tango in zaini, borsette. Siamo già in milonga; alla ricerca di una conquista chiara e precisa. Con il nostro look più sexy ed il nostro sguardo più accattivante. Per riprovare ancora e ancora, quel piacere sublime che il godimento del tango ci regala con quella persona.
*
(Parte Seconda)
Ma come per Josè ortega y Gasset la scelta in amore ci rende fragili e soggetti al naufragio... Ci sono situazioni vitali in cui, senza rendersene conte, l'essere umano svela gran parte della sua intimità più decisiva, di quello che autenticamente è. Una di queste situazioni è l'amore. Nella scelta dell'amata, l'uomo rivela la propria essenza, così' come la donna in quella dell'amato. Il tipo di umanità che mostriamo di preferire nell'altro essere, delinea il profilo del nostro cuore. L'amore è un impeto che emerge da quanto di più sotterraneo esiste in noi, e affiorando alla superfice visibile della vita, trascina con se in un'alluvione, alghe e conchilglie dell'abisso interiore.
Nel tango non occorre essere sofisticati rabdomanti per sorprendere il tremolante dna di un individuo innamorato, e pertanto vulnerabile agli occhi dell'oggetto d'amore. Perchè "l'amore è uno zendato dalla finissima trama, che si vede bene solo da molto vicino". Nel tango è come in una storia a raggggi x, con due corpi scoperti, dove si balla nudi, anche se i vestiti appaiono ancora.
Saresti imbarazzato se ti dicessi che ti amo, formuli mentalmente come una Joan Bayez contemporanea, mentre lui ti stringe morbidamente ed il suo profumo viene accolto dalle narici come un balsamo confortante. La scenografia del boudoir del setting milonguero, il talco odoroso sotto i piedi, le mani sapienti che conducono, le marche seducenti che affascinano, ipnotizzano e - indine - possiedono. Si è fottuti prima ancora di aver detto "A".
Nel tango come altrove, dicono gli psicanalisti, si cerca l'amore romantico per dare un siognificato alla propria vita. Ma l'amore romantico svanisce a causa del tempo, della sessualità, dell'idealizzazione, della trasformazione. L'amore svanisce nel tempo, perchè nulla nel tempo rimane uguale a se stesso; svanisce a causa della sessualità perchè essa per sua natura è qualcosa di primitivo; svanisce per l'idealizzazione, perchè l'amore romantico è ispirato ad essa che per definizione è illusoria. Eppure è proprio nel tango che sovente esprimiamo la nostra libido più autentica. L'eccitazione sessuale esiste li, in relazione ad un "oggetto parziale" che riflette a livello inconscio le esperienze fusionali della simbiosi e i desideri di rifusione delle prime fasi che i freudiani definiscono " di separazione-indivisuazione.
*
(Parte Terza)
La particolare focalizzazione, conscia o inconscia di una scelta dell'oggetto sessuale trasforma l'eccitazione sessuale in desiderio erotico. Il desiderio erotico include l'aspirazione a una relazione sessuale con un oggetto particolare (ndr; Il nostro ballerino/a preferito/a). Il desiderio erotico è un effetto più elaborato rispetto all'ecitazione sessuale, e la natura specifica della relazione oggettuale è più differenziata a livello cognitivo. Il desiderio erotico è caratterizzato dal collegamento tra eccitazione sessuale e oggetto edipico; ciò che si desidera è la fusione simbolica con l'oggetto edipico nel contesto dell'unione sessuale, Comporende pertanto il desiderio d'intimità, di fusione, di unione e richiede di oltrepassare la barriera e diventare una sola cosa con l'oggetto prescelto.
Il nostro ballerino/a è dunque identificato con l'eccitazione sessuale e l'orgasmo,allo scopo di godere diu due esperienze fusionali complementari. L'elemento principale è il piacere che nasce dal desiderio dell'altro e la sensazionedi appartenere a entrambi i sessi nello stesso momento superando le barriere che dividono i due sessi, di penetrare e di essere penetrati, gratificando il nostro reciproco desiderio di fusione.
Nella costruzione di un amore, c'è bisogno tanto dell'amore quanto del desiderio, perchè l'amore privo di desiderio può essere tenero, intimo e sicuro, ma non contiene l'avventura, la tensione ed il senso del rischio che alimentano la passione romantica. La passione romantica emerge dal convergere di due bisogni umani fondamentali e conflittuali; il bisogno di un radicamento nel conosciuto e nel prevedibile, un ancoraggio affidabile, una cornice di riferimento, e dall'altro il desiderio di farla finita con i modelli familiari consolidati, di suoperare i confini, di incontrare qualcosa di imprevedibile e misterioso.
Il tango in questo, ha un ruolo dominante. La lunga scheggia di riconoscimento emotivo che cerchiamo di negare nel quotidiano, ma che emerge quandoi pratichiamo la macchina sublime ed infernale del desiderio.
Desiderio di tango.
*
Tratto da una nota di Monica Nucera Mantelli

sabato 12 dicembre 2009


CAMINITO



Caminito que el tiempo ha borrado


que juntos un dia nos viste pasar


he venido por ultima vez,


he venido a contarte mi mal


*


Caminito que entonces estabas


bordeado de trebol y juncos en flor


una sombra ya pronto seràs,


una sombra lo mismo que yo.


*


Desde que se fue


triste vivo yo


caminito amigo


yo tambien me voy


*


Desde que se fue


nunca màs volviò


seguirè sus pasos


caminito adios


*


Caminito que todas la tardes


feliz recorria cantando de amor


no le digas, si i vuelve a pasar


que mi llanto tu suelo regò


*


Caminito cubierto de cardos


la mano del tiempo tu huella borrò


y a tu lado quisiera caer


yo que el tiempo nos mate a los dos


Tango anno : 1926


Musica: Juan de Dios Filiberto


Letra : Gabino Coria Penaloza



domenica 6 dicembre 2009

L'UOMO CONDUCE LA DONNA SEDUCE Si dice spesso che nel tango l'uomo conduce e la donna seduce; questo detto si riflette anche negli abiti delle coppie di tangueros. A più di un secolo dalle origini, il look degli uomini si ispira ancora alla pittoresca figura el compadrito personaggio dei bassifondi un pò spaccone, un pò ruffiano, dalla camminata ancheggiante, ostacolata dagli abiti attillati e dalle scarpe con punta affusolata.


In effetti gli abiti per i ballerini propongono le linee aderenti di quegli anni, i completi sono preferibilmente gessati, ma può bastare una sempice camicia con o senza gilet, e magari un foulard o una sciarpa di seta al collo. Meglio sarebbe, tuttavia, indossare una cravatta, le bretelle sono tutt'oggi un accessorio popolare dei ballerini di tango in Argentina o possono anche essere lasciate a vista sulla camicia. senza gilet nè giacca. E, infine, brillantina sui capelli !!


Assolutamente da evitare è la rosa in bocca, che oltre ad essere di dubbio gusto, riduce il ballo a una brutta caricatura del vero tango. A riprova del fatto che la seduzione femminile giocava un ruolo importante nel tango, se non altro a livello coreografico, le ballerine indossavano, e indossano ancora, calze a rete con cucitura dietro, gonne con lo spacco, indispensabili per eseguire in libertà figure particolari come ganchos e voleos, abiti stretti in vita e piuttosto scollati, perline e persino paillettes.


A completare il look, un pò di trucco e, immancabile, un rossetto. I capelli sono laccati e a volte acconciati con una veletta sugli occhi, pettinatura facile da imitare anche oggi, bastano un pò di tulle nero e qualch forcina. Un cenno a parte meritano le scarpe, che i tangueros venerano e si portano appresso in sacchetti gelosamente custoditi. La suola è sempre in crosta di bufalo scamosciata, che permette una buona aderenza al pavimento senza "incollarsi" alla pista. Per l'uomo possono essere di normale pelle, di vernice o scamosciate, oppure, non plus ultra, bicolori nere e bianche, preferibilmente col tacchetto alto dai due ai quattro centimetri.


Per la donna esiste una varietà incredibile di modelli,anche con lustrini e brillantini, e sempre con il tacco alto, per favorire una corretta inclinazione verso l'uomo, e stretto, il più seducente in assoluto

sabato 5 dicembre 2009

LA CUMPARSITA E LA SUA STORIA

la_cumparsita

Un'infinita guerra tra autori, ha caratterizzato la storia della Cumparsita, fatta di processi e controprocessi, per rivendicare la paternità di questo brano, il più ascoltato ed il più ballato in tutta la storia del tango. Due testi diversi, per la stessa musica, scritti da autori diversi accompagnano ancora oggi, l'intramontabile tango, che a più di novant'anni dalla sua composizione, emoziona più che mai il milioni di appassionati in tutto il mondo.


*


Testo scritto da Gerard Hernan Mato Rodriguez


La cumparsa de miserias sin fin, desfila en torno


de aquel ser enfermo, que pronto ha de morir de pena.


Por eso es que en su lecho, solloza acongojando, recordando


el pasado que lo hace padecer.


*


Abandonò su viejita, que quedò desamparada


y loco de pasion, ciego de amor, corriò tras de su amada,


que era linda, era hechicera, de lujuria era un flor,


que burlò su querer hasta que se cansò


y por otro lo dejò.


*


Largo tiempo despuès, cayò al hocar materno, para poder


curare su enfermo y herido corazòn, y supo que su viejta santa


la que el habi dejado de frio muriò.


*


Hoy ya solo abandonado a lo triste de su suerte,


ansioso espera la muerte, que bien pronto ha de llegar.


Y entre la triste triste frialadad que lenta invade el corazòn


sintiò su cruda sensaciòn de su maldad.


Entre sombras, se le oye respirar sufriente.


al que antes de morir sonriè,


porque una dulce paz le llega.


Sintiò que desde el cielo, la madrecita buena,


mitigando sus penas e sus culpas


perdonò.


*


Testo di Enrique Maroni e Pascual Contursi,con il titolo "Si supieras" inciso nel 1924 da Carlos Gardel per la casa discografica Odeon, accompagnato dalle chitarre di Ricardo e Barbieri.


Si supieras que aùn dentro de mi alma conservo


aquel carino que tuve para ti


Quièn sabe, si supieras que nunca te he


olvidado, volviendo a tu pasado de acorderàas


de mi.


Los amigos ya non vienen ni siquiera a visitarme,


nadie quiere consolarme en mi afficcion.


Desde el dia que te fuiste siento angustias en mi pecho.


Decì per canta, que has hecho de mi pobre


corazòn.


Sin embargo yo siempre te recuerdo con el carino


santo que tuve para ti,


Ya estàs dentro de mi alma, pezado de mi vida, en


la illusion querida que nunca olvidarè.


Al cotorroabandonado ya ni el sol de la


manana asoma por la ventana, como cuando estabas


vos


Y aquel perrito companero que por tu ausencia


non comia al verme solo, el otro dia tambien me


dejò.




ALCUNI CENNI SULLA STORIA DELLA "CUMPARSITA"


Il brano più significativo nella storia del tango. Gerardo Hernan Mato Rodriguez, denominato Becho, nel 1916, ancora studente, compose questo brano nel famoso caffè "La Giralda" di Montevideo in Uruguay. In origine, si trattava di una piccola marcia dedicata al circolo studentesco di cui era socio, denominato "La comparsadi Montevideo", intitolandola "La comparsita", trasformata sucessivamente il "Cumparsita".


Lo spartito fu sottoposto, da alcuni amici di Mato a Roberto Firpo, che si esibiva in quel locale. Inizialmente, Firpo non diede la giusta importanza a quel brano, ma promise che l'avrebbe suonato il venerdì, durante l'esibizione. Nessuno avrebbe mai immaginato che la Cumparsita, (ed il suo giovane autore) sarebbe diventata, in seguito, la canzone più cantata e famosa nel mondo.


Questa marcia, fu trasformata in un brano di tango da Carlos Warren in collaborazione con Firpo, che vi aggiunse una parte del suo tango strumentale "La gaucha Manuela", prima di esibirla al cafè La Giralda per la prima volta, con il titolo "La Cumparsita", ottenendo una discreta notorietà iniziale.


Il giovane Matos, in quello stesso anno, diciasettenne, dai modi molto educati , ma un pò troppo ingenuo, vendette il suo spartito alla "Breyer, l'errore più grave della sua vita, poichè senza la sua autroizzazione, Enrique Maroni e Pascual Contursi, scrissero per questa musica un testo intitolato " Si supieras" (Se tu sapessi), poi inciso nel 1924 da Carlos Gardel per la casa discografica Odeon, accompagnato dalle chitarre di Ricardo e Barbieri.


Da qui in avanti, fu sucesso per la Cumparsita, il tango più inciso ed ascoltato di tutti i tempi, diventando in tutto il mondo sinonimo di ballo. Gerardo Matos Rodriguez, protestò vivacemente, tanto che nessun altro tango diede mai origine a così numerosi processi e controprocessi. Matos scrisse altri versi per lo stesso brano, che cominciano con la Comparsa (gruppo d persone mascherate, che sfilano e ballano nelle manifestazioni carnevalesche), Girò a lungo tutto il paese ed anche all'estero, per rivendicare la paternità del più famoso tango nel mondo.


Intentò causa alla "Brayer" che nel frattempo aveva venduto lo spartito alla "Ricordi", trovando un accordo con questa casa discografica, che accettò di pagarle i diritti d'autore. Nel 1926 vi fu in secondo processo, nei confronti di Maroni e Contursi, che avevano aggiunto parole senza l'autorizzazione di Matos, che vinse la causa. L'azione legale contro Maroni e Contursi, si concluse nel 1948. A Matos furono riconosciuti l'80% dei diritti d'autore, mentre a Maroni e Contursi il restante 20%. Vi fu anche un terzo processo, questa volta contro Carlos Gardel, ed un'altro ancora contro Maroni e Contursi che pretendevano i dirittti d'autore per i versi.


La lunga sequela di liti, ebbe finalmente fine grazie all'arbitraggio del grande Francisco Canaro, legendario compositore di tanghi che ,in qualità i presidente della SADAIC ( Società Argentina di Autori e Compositori) fu chiamato dalle parti a risolvere questa interminabile controversia. Furono riconosciuti i diritti d'autore alle vedove di Maroni e Contursi, mentre Gardel fu condannato al pagamento di cinquemila pesos.


Dopo i successi di Montevideo e Buenos Aires, la Cumparsita ebbe un'infinità di versioni, con innumerevoli arrangiamenti, miglioramenti ed altretanti cambiamenti stilistici. Oggi, c'è ancora chi possiede una collezione di più di centocinquanta diverse versioni di questo brano e la SADAIC, assicura che è quello che ha raccolto più diritti d'autore nella storia del tango.


Le informazioni relative a questo post, sono state attinte da varie fonti web, e da me personalmente rielaborate, così come eventuali traduzioni dalla lingua spagnola.

LE PRIME REGISTRAZIONI

Agli inizi degli anni venti, negli Stati Uniti, presero vita le prime rudimentali tecniche di " Registrazione Elettrica". chiamate così per l'uso di microfoni e amplificatori, utilizzati per processare e registrare il suono. Intorno alla metà del 1925, l'innovazione ormai apprezzata, per il suo sfruttamento, fece nascere un grosso problema, non di natura tecnica, ma bensì di natura commerciale. Cosa fare del grosso stockaggio mondiale , di dischi registrati con il vecchio sistema "Acustico", ancora invenduto ? Era chiaro che, la qualità sonora di questa nuova tecnologia, appariva decisamente migliore e tutto lasciava credere che il pubblico, si riversasse massiciamente al nuovo procedimento, lasciando invenduti i vecchi dischi acustici.

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Così le più importanti case discografiche, decisero di comune accordo, di tenere nascosta questa magistrale innovazione, non pubblicizandola, affatto, anzi adottando uno strano "silenzio radio" in modo che passasse in maniera del tutto inosservata, e lasciando inalterate le etichette dei dischi. Durante gli anni seguenti, le due importanti case discografiche "Victor" prima e "Odeon" poi, stamparono sulle etichette dei dischi registrati con il nuovo sistema, solamente le iniziali V.E (Victor Elettrico), passando inosservate per il grosso degli acquirenti.

Giunti poi, intorno agli anni 1927, 1928, e smaltite le giacenze dei vecchi acustici, decisero di cambiare totalmente le etichette ed avviando una sfrenata publicità, a quel sistema innovativo, che per scopi commerciali, era stato strategicamente tenuto nascosto al grande pubblico.

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Le informaioni relative a questo post, sono state attinte daTodotango.com , tradotte dallo spagnolo e rielaborate da Sergio Montis

mercoledì 2 dicembre 2009

ANIMA MILONGHERA

* Hai l'anima milonghera, se sei una persona che balla tango, e abitualmente frequenti le milonghe.


* Hai l'anima milonghera se ti muovi, lungo la pista in senso antiorario.


* Se hai un incredibile orecchio musicale e senso del ritmo.


* Se conosci ogni orchestra e i suoi cantanti, e a volte sussurri dolcemente il testo, all'orecchio della tua ballerina.


* Hai l'anima milonghera, se con poche figure, riesci a suscitare un forte scambio emozionale e di piacere, riuscendo a trasformarlo in estasi, quando la donna può chiudere gli occhi, in un abbandono totale.


* Se sei delicato nella marca ed usi sapientemente tutto il corpo.


* Se ti prendi cura della donna, evitando che venga colpita dalle altre coppie.


* Hai l'anima milonghera se balli esclusivamente per te e per la tua partner, e non per il pubblico che guarda.


* Se rispetti le altre coppie, evitando le figure pericolose come ganchos, boleos ecc....


* Hai l'anima milonghera se balli il ritmo, e le sue variazioni, le pause e stai in armonia con la musica, la tua partner e le altre coppie.


* Sei un autentico milonghero se sai davvero divertirti !!!!!!!