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sabato 27 febbraio 2010

ALFREDO DE ANGELIS


Intorno alla metà degli anni trenta, le musiche internazionali prevalevano sul tango a tal punto che orchestre tipiche più tradizionali, includevano nel repertorio foxtrot, polche, paso doble, congas e rumbe.

Da Canaro, Lomuto ed il Tipico Victor, fino a Di Caro e Fresedo, mescolarono tanghi alle musiche più stravaganti.

Ma l'irruzione del ritmo audace e vertiginoso di Juan D'Arienzo, fa apprezzare , nuovamente il tango ai giovani, che non recupereranno solo il gusto di ballarlo, ma anche quello di ricrearlo. Oltre cento orchestre si impegnarono a ridare vita al "dos por quatro" regalando una meravigliosa decade degli anni quaranta.

Alfredo De Angelis, è tra quelle orchestre che introdussero l'accento nel tango. Ciò non significa che non avessero valore artistico, al contrario erano molto ben orchestrate e contavano su grandi musicisti e coristi.

L'elite intellettuale di quel periodo, non vedeva di buon occhio tutto ciò, tutto quello che rapidamente era apprezzato dalla gente, perchè non valuttava correttamente il fenomeno socioculturale della danza.

Si diceva che l'orchestra di De Angelis, era un'orchestra "giostra" che serviva solo nei saloni e che mancava di creatività. Si presume che tale definizione, fosse riferita al modo in cui i ballerini si muovevano ordinatamente attorno al perimetro della pista, oppure riferendosi alla musica facile, elementare ed abitudinaria delle giostre (caroselli). Il lavoro di De Angelis, era armonioso e soncronizato rendendo i suoi tanghi semplici e molto curati nel ritmo, ma molto rispettoso della melodia, esaltando l'esibizione dei cantanti.

Alfredo De Angelis, nacque ad Adroguè (sud del gran Buenos Aires) e sin da molto piccolo, iniziò lo studio del solfeggio ed armonia. Iniziò accompagnando il cantante Juan Giliberti che presentava le sue esibizioni con un cartello, in cui sosteneva che Gardel lo aveva riconosciuto come il suo successore. Dopo poco tempo, passa all'orchestra di Anselmo Aieta rimpiazzando il pianista Juan Polito. In quella formazione cominciava a suonare ,come violinista, anche Juan D'Arienzo.

Assieme al bandoneista Ernesto delle Croce, accompagna Felix Gutierrez, strabiliante cantore di svariate orchestre dell'epoca. Nel 34 , un rapido passaggio nell'orchestra di Graciano di Leone. Poi fa coppia con Daniel Alvarez e più avanti farà parte dell'orchestra I Mendocinos diretta da Francisco Lauro.

ORCHESTRA ALFREDO DE ANGELIS.

E' all'inizio del 1940, che forma la sua orchestra, debuttando il 20 marzo 1941 al cafè Marzoto nell'Avenida Corrientes a Buenos Aires, cob il corista Hector Morea unico dei suoi innumerevoli coristi, che non inciderà mai un disco.

Si esibisce in Radio Mondo, presentando Morea e la sua nuova canzone Floreal Ruiz.In radio partecipa ancora al Glostora Tango Club, un mitico programma che veniva trasmesso giornalmente, prima del più popolare radioteatro "Il Perez Garcia"

Presso la casa discografica Odeon, registrò 486 dischi, dal luglio 1943 al gennaio 1977. Lavoò con moltissimi bravi cantori, come Floreal Ruiz, Carlos Dante, Julio Martel, Oscar La rocca, Juan Carlos Godoy, Roberto Florio, Roberto Mancini, Lalo Martel e moltissimi altri.

martedì 12 gennaio 2010


Violinista, direttore e compositore
(28.11.1888 - 14.12.1964)

Uruguayano, nasce nella città di San Josè di Maggio, vive una vita straripante di situazioni, piena di aneddoti, alcuni dei quali, diventati leggenda. Trascorre un'infanzia, vissuta nella povertà, e non avendo avuto la possibilità di intraprendere gli studi, deve dedicarsi da subito al lavoro. Poi un giorno, incontra la musica , la sua fortuna, che lo porta al sucesso.



sabato 12 dicembre 2009






MALENA


Malena canta el tango como ninguna


y en cada verso pone su corazòn


a yuyo del suburbio su voz perfuma


Malena tien pena de bandoneòn.


Tal vez allà en la infancia su voz de alondra


tomò ese tono obscuro del callejòn


o a caso aquel romance que solo nombra


cuando se pone triste con el alcohol


Malena canta el tango con voz de sombra


Malena tiene pena de bandoneòn


*


Tu cancion


tiene el frio del ultimo encuentro


Tu cancion


se hace amarga en la sal del recuerdo


yo no sè


si tuvoz es la flor de una pena


solo se


que al rumor de tus tangos Malena


te siento màs buena


màs buena que yo


*


Tus ojos son obscuros como el olvido


tus labios apretados como el rencor


tus manos dos palomas que sienten frio


tus venas tienen sangre de bandoneòn.


Tus tangos son criaturas abandonadas


que cruzan sobre el barro de callejòn


Cuando todas las puertas èstan serradas


y ladran los fantasmas de la cancion.


Malena canta el tango con voz quebrada


Malena tiene pena de bandoneòn.


*


Musica di Lucio Demare


Letras de Homero Manzi


Anno 1941


ELENA TORTOLERO, in arte MALENA DE TOLEDO


fu l'ispiratrice dei versi di "Malena". Bellissima cantante di tangos, nacque, forse, a Buenos Aires o forse in Cile nel 1916. E' morta certamente a Montevideo nel 1960. La sua infanzia la trascorse in Brasile e a Porto Alegre, dove il padre era console onorario del governo spagnolo. La sua grande passione per la musica, la portò da giovanissima , a cantare nelle feste e nei ricevimenti. Ebbe la possibilità di viaggiare e quindi di farsi conoscere in tutto il sudamerica, come cantante di bolero, grazie al lavoro del padre.


Elegantissima, aveva una voce stupenda, cantava sia in castigliano che in portoghese. Eduardo Moreno, agente e amministratore dell'orchestra Vardaro - Pugliese, ebbe l'occasione di incontrarla in un bar di Buenos Aires e le propose di lavorare come cantante dell'orchestra.


Acettò subito, e partirono per una tournè attraverso il paese, riscuotendo grande successo da parte di pubblico e critica. Non fu solo cantante, ma compose tanghi come : "Cuando las nubes pasan". "Cuando dijiste adios", " ya non vendran " e "Nadie".


Si diche che Homero Manzi, la sentì cantare per la prima volta in Brasile al festival di San Paulo, rimanendo fortemente colpito dal sentimento che gli ispirava il modo di cantare di Malena, tanto che gli sembrava di essere per le vie della Boca, anzichè lontani da Buenos Aires. Si racconta, anche, che una notte del 1941, in un cabaret di San Pablo, o in un caffè di Porto Alegre, Homero Manzi, conobbe Elena - Malena, proponendosi di comporre un tango per lei. Altre voci ancora, dicono che Manzi non la conobbe mai personalmente ed il celebre tango lo scrisse in onore di Maria Esther Lorena.


E' certo, però, che Manzi compose le parole del tango Malena, e che diede il testo scritto in un foglio a Lucio Demare, per comporne la musica, raccomandandogli di non modificare nemmeno una parola.


Ma Lucio Demare, si dimenticò quel foglio in una tasca, e solo dopo tempo, lo ritrovò mentre era seduto alla confitteria "El gran Guinado",frugando in una tasca. Lo lesse e rimase affascinato dalla bellezza e dalla musicalità di quei versi. Così sul tavolino della confitteria, in poco più di una quindicina di minuti, senza cambiare una sola parola, ne compose la melodia. Ricordando quel momento, Demare, tempo dopo, dirà: "Da quel giorno Malena cominciò a far parte dei fantasmi che abitano la notte di Buenos Aires".


Elena-Malena, intanto, durante una tournè a Cuba, conobbe il cantante messicano Gennaro Salinas, famoso come "La voz de oro de Mexico".


Fu un colpo di fulmine e si sposarono subito. Vissero un periodo a Buenos Aires, dove Gennaro ebbe una relazione sentimentale con un'attrice di teatro, poi si trasferirono definitivamente a Caracas. Nel 1957, Gennarò morì tragicamente: un mattino fu trovato agonizzante sotto un ponte, la notte prima, era stato buttato gù a tradimento da alcuni sbirri della dittatura. Elena-Malena raccolse i suoi resti che oggi riposano a Buenos Aires nel " Pantoneòn de los artistas"


La leggenda, racconta che "Malena de Toledo". avesse questo tango nel suo repertorio, senza sospettare minimamente che si chiamasse così per lei, si dice anche, che quando lo venne a sapere rimase così turbata che smise per sempre di cantarla. Al di la di ogni leggenda, Malena de Toledo, fu protagonista indiscussa della "Epoca de oro " del tango.




LE MALENE DEL TANGO


Sono in molti a sostenere che l'unica cosa che interessò a Manzi della cantante Malena de Toledo, fu il suo sopranome "Malena" appunto. A partire da questa considerazione, si fanno diverse congetture su chi fu veramente la Malena descritta dalla canzone e che significato ebbe per Manzi.Nestore Pinson , conobbe molto bene Elena-Malena, poichè lavorò con lei, ed assicura che Manzi dovette ispirarsi sicuramente a lei, proprio per quella sua "voz de sombra","voz quebrada", "una voz de cabaret, aguardientosa", come diceva lo stesso manzi.


Ma esiste una vastissima galleria di altre "Malene", c'è chi dice che la vera malena fu la celeberrima cantante Azucena Maizani, ma ella sempre smentì.


L'ipotesi più diffusa è che Malena sia la grande cantante Nelly Omar, dal momento che ella stessa, negli ultimi anni cominciò a dire "Malena soy yo". Ma è documentato che Manzi e Nelly si conobbero molto tempo dopo la scrittura di Malena. Un'altra leggenda vuole che dietro "Malena" ci sia la modista della moglie di Manzi. Si dice che un giorno Manzi, arrivò a casa e vide una sarta che stava lavorando sul corpo di sua moglie, cantando una melodia, le chiese come si chiamasse ed ella rispose Malena.


Per Acho figlio di Manzi, la cantante de tango, che ha ispirato di più Manzi padre, fu Mercedes Simone, ma lo stesso Acho, sostiene che in realtà Malena è una "finzione poetica", non un personaggio specifico e reale. Manzi, infatti, ebbe numerose storie con varie cantanti e donne del mondo artistico. Nel testo di Malena, ci sono tutte loro, c'è tutta l'esperienza di Manzi nelle donne.


Malena è la sintesi poetica di tutte le donne amate da Homero manzi, e in Malena c'è anche di più.


Per dirla con le parole dello stesso manzi, "C'è la soria di tutti quelli che perdono nel tango, nel tango si prova il sentire del popolo, il popolo che perde sempre.


Il tango "Malena" fu ulteriore fonte di ispirazione per molti altri poeti, come ad esempio Cesar Minguens, che impressionato dal verso che commenta la grazia delle mani di Malena: "le tue mani due colombe che hanno freddo", compose un prezioso testo untitolato "Las manos de Malena", poi musicato da Palmer.


Il fantasma di Malena, abita decine di tanghi: Asì se baila tango - Chau ventarron - Garganta con arena - Homer al sur - La memoria de mi gente - La mesa del tango - Las Malenas - Las manos de Malena - Què tango hay que cantar - Tal vez serà mi alcohl- Tal vez serà su voz.


Le informazioni sulla storia del tango "Malena" sono state attinte da TANGO QUERIDO a cura diFAROLIT

domenica 6 dicembre 2009

CARLOS BARRIOS

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Carlos Barrios, il suo vero nome era Juan Carlos Garcia, nacque l'11 Ottobre del 1924. Eccellente interprete, raggiunse il suo apice con Osvaldo Fresedo. Pur avendo uno stile proprio, rispettava cadenza e ritmo , principali caratteristiche di ogni orchestra. Un registro di voce, una coloratura ed una potenza diversa dai cantanti che lo precedettero, gli permetteva un fraseggio di alta qualità tecnica. Le sue doti artistiche avrebbero meritato, sicuramente, un maggior riconoscimento di quello che ha avuto.


Lasciò Ramallo, nella provincia di Buenos Aires, sua città natale ancora bambino, poichè suo padre per motivi di lavoro si trasferì a Chascomùs, prima e a Dolori in seguito, quindi definitivamente nella città di La Plata. A 12 anni, finite le elementari, suo padre lo iscrisse alla scuola di canto del "Teatro Argentino" di La Plata, dove venne indirizzato verso la musica lirica dall'allora direttore del teatro Oscar Zacarias.


Più avanti, crescendo, partecipò a diversi spettacoli di tango di quella città. Suo fratello, lavorava con il cantante Pedro Noda, figura importante nel decennio del 1930, duettando prima con Agustin Magaldi e con Carlos Dante, poi.


Noda e "Lachu" Cobiàn, fratello di Juan Carlos Cobiàn, avevano stretto amicizia con Victor D'Amario che lavorava assiduamente a La Plata. In una di quest occasioni, gli presentarono il giovane Garcia.


D'Amario lo ascoltò, e gi diede subito, un posto nella sua orchestra, vi rimase una stagione intera, fino a che, un altro cantante, Aldo calderòn, lo presentò a Carlos marcucci. Il pianista di quell'orchestra era Josè Pascual che consigliò a Marcucci di prenderlo nella sua formazione.


Debuttò con un nuovo nome artistico, Carlos Barrios. Su raccomandazione di Josè Pascual, alla fine del 1946, si unì bandoneonista Jorge Argentino Fernàndez. A metà del 1947, passò all'orchestra di Ricardo Malerba, dividendo il sucesso con Carlos Bernal. Cantarono a Radio Belgrano e iniziaroni ad esibirsi all'interno del paese prima e in Brasile poi.


Al rientro, si impiegò presso le poste argentine, ma senza abbandonare la sua attività di cantante. In que periodo, era molto famosa l'orchestra diretta dal violinista Juan Galante che alliettava le serate organizzate dall'Automobil Club Argentino, con sede nel salone di Avenida Liberador e Tagle. Inoltre, si esibivano anche su Radio Libertà.


Agli inizi dell'anno 1953, durante una delle manifestazioni all'Automobil Club, un frequentatore delle serate danzanti, colpito dalla voce e dalla tecnica di Carlos Barrios, lo presentò a Osvaldo Fresedo. Il maestrò, lo invitò a casa sua per ascoltarlo. Gli piacque subito, e lo inserì come cantante nella sua formazione. Per Barrios, fu la gloria, stava in una delle più grandi orchestre di tutti i tempi, condividendo il palcoscenico con Hector Pacheco. Il suo debutto avenne il17 settembre del 1953.


La sua prima registrazione fu il tango " Tempi vecchi" , seguirono poi "Trecce di otto" di Roberto Pansera e Homero Càrpena, "Quando arriva l'inverno". Poi i classici "Aromi e singhiozzi" e quindi "Divina", "Stai qui" e " Affetto", questi due ultimi con musica di di Roberto Pèrez Prechi e parole di Roberto Dùran e Mario Bontempi, rispettivamente.


Nel 1956, Pacheco, lascia l'Orchestra Fresedo e Barrios, per alcuni mesi fu l'unico cantante dell'orchestra., durante il periodo in cui si esibirono su LRS Irradio Splendid. Nell'anno seguente, passarono a Radio Belgrano per il programma "Le notti di Piccardo", integrando per la terza volta, la voce emblematica del sempre in voga Roberto Ray.


Nell'inverno del 1958, Barrios si dedicò esclusivamente al suo impiego nelle poste.


Nel 1959, Fresedo rinnovò la sua orchstra, e per registrare con la casa discografica CBS-Columbia, scritturò i giovani Hugo Marcel e BiancoMooney. In quell'occasione, registrò il suo famoso LP intitolato "Il suono di Fresedo".


Marcel, rimase un tempo relativamente breve e nel 1960 si ebbe il ritorno all'orchestra di Carlos Barrios, esibendosi in numerosi programmi televisivi del Canale 7 e alla radio sulla emittente Il Mondo.


Registrarono ancora per la CBS-Columbia il brano "Il mio tango" e "Bricciola" di Eduardo Armani e Roberto Gil.


Dopo, abbandonò definitivamente la sua carriera artistica, ritornando al suo lavoro presso le poste dello Stato.


Le informazioni relative a questo post, sono state attinte da todotango.com liberamente tradotte dallo spagnolo e rielaborate dal sottoscritto.


sabato 22 novembre 2008

CARLOS GARDEL




Conosciuto come El zorzal criollo, el pajaro cantante di Buenos Aires, Carlos Gardel, è la figura legendaria in Argentina. La carriera del carismatico cantante, nato in Francia, coincise con lo sviluppo dell'intrinseca icona culturale argentina, il tango; la musica, la canzone e la danza dei sobborghi di Buenos Aires.

Crlos Gardel, nacque l'11 dicembre 1890 a Touluse in Francia (come Charles Romuald Gardes) da padre sconosciuto e da Berthe Gardes(1865-1943), che lo portò in Agentina a soli 27 mesi di età. La carriera vertiginosa di Gardel u spezzata di colpo nel 1935, quando perse la vita in un incidente aereo a Medellin, Colombia, il 24 giugno 1935.Una moltitudine di gente, sfilò in segno di rispetto , durante le tappe del suo viaggio di rientro, prima in Colombia, poi New York, Rio de Janeiro e Montevideo fino al luogo del suo ultimo riposo nel cimitero della Chacarita a Buenos Aires. Da quel momento Gardel diventò immortale e per sempre giovane, e riecheggia ancora la sua famosa e "Gardel, ogni giorno canta meglio" settanta anni dopo i suoi devoti ammiratori tengono la legenda viva, ascoltando ogni giorno la sua musica e mettendo un sigaro acceso, nella mano della statua che sovrasta la sua tomba, e diffondendo i suoi pochi film.


Carlos Gardel,iniziò la sua carriera cantando nei bar e nelle feste,nel 1913, formò un duo con Iosè Razzano, che durò sino al 1925, cantando un'ampia varietà di canzoni popolari, Gardel siglò la propria musica, inventando il tango-canciòn,con il successo del1917 "Mi noche triste", vendendo centomila copie, e fu un successo popolare immediato nei paesi latini.

Gardel organizzò spettacoli in giro per l'Argentina, Uruguay, Chile, Brasile, Puertorico, Venezuela, Colombia o città come Barcellona, Parigi e New York.

Nei primi tre mesi della visita a Parigi, nel 1928, si vendettero settantmila copie dei suoi dischi Durante la suabreve vta, Gardel registrò un totale di 770 canzoni, inclusi 514 tanghi. La enormepopolarità di Grdel come interprete delle melanconiche ballate di tango, fu confermata negli anni 20 e 30 nei club notturni e nei film. L'elite argentina, superò l'avversione alle umili origini del tango e la sensualità aperta, solamente quando l'uomo e la sua musica furono già intensamente accettate in Francia e Spagna. La diffusione in radio, e la carriera cinematografica, ampliarono notevolmente la sua fama.